Snowboarding 180 Olympic Charter: lo Statuto Olimpico dello Snowboard

Highlights | 24 febbraio 2011 |

Circa un mese fa Snowpark.it ha pubblicato una lettera dove Terje Haakonsen affrontava apertamente la questione olimpica, proponendo una soluzione al problema. Nel corso dell’Arctic Challenge di Oslo,  Haakonsen propone uno Statuto che mira ad influenzare la decisione del Comitato Olimpico Internazionale sulle scelte che regolaranno l’inserimento dello slopestyle ai Giochi Olimpici Invernali. Lo Statuto è stato firmato dai migliori rider slopestyle del pianeta e si chiama 180° Olympic Charter … in cui 180° sta per cambiamento di direzione.

I Rider e Lo Statuto Olimpico, Premessa
Nell’aprile di quest’anno il IOC (International Olympic Committee)  si troverà a votare se lo slopestyle potrà essere introdotto o meno nel programma olimpico. Qualunque sia la vostra opinione riguardo al circo a cinque cerchi, una cosa è più che ovvia: i rider vogliono esserci. Certamente la questione non è così semplice.

Per ragioni che conoscono a pieno solo loro, quando lo snowboard è diventato per la prima volta uno sport olimpico, l’IOC ha posto una federazione di sci, la FIS, come responsabile per la qualificazione olimpica. Naturalmente i migliori rider hanno sempre voluto aver poco a che fare con un’organizzazione la cui agenda non corrispondesse ai loro programmi, oppure riguardo alla loro conoscenza dello snowboard (basti guardare i risultati di un evento di pipe FIS durante una stagione non olimpica e non riconoscerete molti nomi).

Eppure nonostante ciò se vogliono prendere parte alle Olimpiadi, non hanno altra scelta se non ingoiare la pillola amara e fare le qualifiche del pipe FIS.


Chas Guldemond, vincitore dell’ultima edizione dell’Arctic Challenge

Adesso, con lo slopestyle proposto come possibile aggiunta al programma olimpico di snowboard, i riders si stanno riunendo per dire “questo è più che sufficiente”. Anche se attualmente non c’è un tour mondiale di slopestyle, la FIS ha annunciato che, dovendo lo slopesyle ricevere il via libera per i prossimi Giochi, lei stessa ne istituirà uno. (ndr: Il primo evento test della FIS si è svolto a La Molina ed è stato uno pagliacciata: rider scontenti, tracciato schifoso, organizzazione … da gara di sci)

Per i veterani dello snowboard questa è follia pura, dal momento che sono già stati istituiti tour di slopestyle che attraggono la crème de la crème dei talenti dello snowboard, e si sono abituati a fornire eventi innovativi e di livello mondiale. Accanto alle qualifiche per il pipe, questo significherebbe uno scontro ancora più grande tra le date degli eventi e i programmi dei rider diventerebbero ancora più affollati. Addirittura impossibile.

C’è un piccolo dubbio che le finali del pipe a Vancouver dello scorso anno fossero il momento clou di quelle Olimpiadi. Certamente ha attratto gli spettatori televisivi, più di 30 milioni solo in America, che è la moneta con cui l’IOC ha commerciato i suoi enormi contratti di sponsorizzazione. Si potrebbe sostenere quindi, che le Olimpiadi abbiano più bisogno dello snowboard di quanto lo snowboard abbia bisogno delle Olimpiadi, ma lo Statuto 180 mostrerà in poco tempo che gli snowboarder riconoscono i Giochi come il potenziale “apice” dello sport. Però lo vogliono alle loro condizioni. Come dichiara il comunicato, “Loro vogliono che la loro voce sia ascoltata in un sistema decisionale aperto e democratico, e vogliono un nuovo metodo di qualifica per le Olimpiadi.”


Jamie Anderson ad Oslo, vincitrice della categoria femminile

Nero su bianco, questo è quanto reclamano: “Gli snowboarder chiedono perciò che l’IOC faccia un’inversione di 180 gradi. Date concomitanti danneggeranno la progressione dello sport. Vogliono una classifica olimpica comune per tutti gli eventi, non solo per quelli FIS.”

Senza rider, non c’è contest. Todd Richards ha inchiodato tutti quando nel 1998 parlando del boicottaggio di Terje ha ammesso: “Ovviamente, qualsiasi vittoria senza la partecipazione dei migliori snowboarder al mondo sarà una vittoria falsata.” Quello che rimane da vedere è se questo si dimostrerà niente di più che semplici scarabocchi su un foglio di carta, oppure una costituzione alla quale tutti gli snowboarder si atterranno.


Terje Haakonsen e Kiersty Buass con lo Statuto – A destra Torstein Horgmo mentre firma

I punti salienti dello Statuto Olimpico per lo Snowboard firmato ad Oslo sono delineati qui di seguito

- Riconosceremo le Olimpiadi come un potenziale evento di punta dello snowboard, solo se le nostre voci verranno ascoltate.

- Tutti gli eventi e tutte le associazioni di snowboard in tutto il mondo devono ascoltare la forza che guida il nostro sport: gli atleti.

- Gli snowboarder vogliono un processo trasparente e democratico in tutti i passaggi decisionali che avranno un effetto sulle nostre vite di tutti i giorni e i nostri impegni.

- Lo snowboard non raggiungerà mai il suo massimo potenziale con date concomitanti dei maggiori eventi.

- Non vogliamo un nuovo tour mondiale per le qualificazioni dello slopestyle.

- Vogliamo una classifica olimpica che riduca le date concomitanti dei maggiori eventi.

- Crediamo che il Comitato Olimpico Internazionale abbia la responsabilità di ascoltare le nostre voci e di trovare la strada per dare libero sfogo al vero potenziale dello snowboarding.

- Vogliamo che tutte le posizioni di potere inizino a dialogare per trovare una soluzione per il bene dello sport.

- Mantenere lo status quo dello snowboard non è un’opzione.

Traduzione a cura di Laura Neri (www.snowpark.it) 
Articolo tratto da onboard.mpora.com

Cliccate qui per leggere la prima lettera di Terje Haakonsen

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